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Come difendere i diritti degli animali

e vincere le battaglie in loro favore

 

Capitolo 3
Attivismo


4. Azione diretta


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"In termini morali, la difesa dei diritti degli animali porta alla conclusione che l'azione diretta in loro difesa sia non solo accattabile ma anche un dovere morale, sebbene lasci aperta la questione dell'ammissibilità di azioni estreme e a volte violente." Robert Garner (1)


Cos
l'azione diretta?

L'azione diretta è una forma di attività che mira a ottenere in modo dinamico e diretto un cambiamento immediato. Si può pensare all'azione diretta come ad una forma estrema di disobbedienza civile unita a condotte illegali. Gli attivisti che attuano l'azione diretta vogliono creare una situazione in cui gli avversari siano costretti a fare concessioni significative alla causa, e tendono a rinnegare i metodi tradizionali meno incisivi e più lenti che richiedono il cambiamento sociale attraverso l'educazione e le procedure legislative.
Oltre alle questioni che riguardano i diritti degli animali, essa è impiegata per la tutela dell'ambiente, l'anti-globalizzazione, il disarmo nucleare e il sostegno ai richiedenti asilo politico. Inoltre è stata praticata nelle vertenze di lavoro in Europa e in Nord America fin dal 19° secolo, e in particolare nel 20° secolo, da parte dei lavoratori che hanno lottato contro il governo e le grosse industrie per il riconoscimento dei diritti sociali e del potere politico. Scioperi, boicottaggi, picchetti, sit-in, violazione e occupazione di massa di terreni o edifici, danni alla proprietà e sabotaggi sono alcuni degli strumenti dell'azione diretta, con forme di disturbo e a volte anche di violenza da parte delle aree più estreme degli attivisti. I datori di lavoro, da parte loro, possono utilizzare l'azione diretta contro gli attivisti, come con le serrate e i licenziamenti di massa dei lavoratori. Si potrebbe ricordare che anche i governi hanno utilizzato l'azione diretta sotto forma di multe di massa, arresti di massa e reclusioni di massa.


Esempi di azione diretta per i diritti degli animali

L'azione diretta contro chi abusa degli animali da parte degli attivisti più estremi include:

Aggressione fisica.
Pacchi bomba o trappole bomba.
Minacce di attentati.
Incendi dolosi di locali (allevamenti, pelliccerie, laboratori).
Distruzione di attrezzature (di allevamenti di animali da pelliccia, laboratori e macelli, e di trappole e piattaforme da caccia).
Librazione di animali (polli, visoni, conigli e capre. Vedere Liberatore di animali, Capitolo 4).
Danneggiamento di pellicce.
Incendi e danneggiamenti (come la foratura di pneumatici) di veicoli.
Rotture o danneggiamenti di finestre (di negozi che vendono animali da compagnia, pelliccerie e macellerie).
Graffiti o paint bombing (letteralmente bombardare con vernice, utilizzando palloncini, uova, ecc.).
Contaminazione di prodotti commerciali (cosmetici, dolci e prodotti alimentari. Per maggiori informazioni, vedere di seguito Efficacia dell'azione diretta).
Utilizzo di colla extra forte per incollare e bloccare le serrature (ad esempio di negozi di pellicce e di fast food).
Proteste violente fuori dalle abitazioni di chi maltratta animali.
Danneggiamento della reputazione di chi maltratta gli animali nell'ambito del vicinato.
Invio di lettere minatorie e telefonate minacciose.
Diffusione sul web di nomi e indirizzi di chi maltratta gli animali.
Disturbo delle comunicazioni telefoniche e della corrispondenza via internet delle imprese.
Hackeraggio di siti web.

Tutte queste azioni estreme possono essere effettuate solo da una o due persone. Forse la pi
ù grave di queste è l'incendio doloso, che potrebbe portare ad una condanna di diversi anni di carcere e rischiare di uccidere qualcuno.

Tuttavia, l'azione diretta non deve necessariamente essere illegale. Buoni esempi ne sono il lavoro della Fondazione Sea Shepherd e la battaglia di Brightlingsea (pi
ù sotto), l'interruzione della caccia (vedi Sabotaggio della Caccia nel Capitolo 3. Disobbedienza Civile) e il danneggiamento della reputazione delle società rendendo noto lo sfruttamento che perpetrano nei confronti degli animali e della natura. Un'azione di questo tipo culminò con l'attacco al McDonald's da parte del famoso duo McLibel (Capitolo 6: Il Duo McLibel). Il semplice timore di essere il bersaglio di azione diretta o peggio, può essere sufficiente a fare in modo che alcune aziende mettano in atto politiche aziendali più attente ai diritti e al benessere degli animali (più sotto).

Senza entrare nel campo morale dell
'azione diretta illegale, è possibile portarle delle critiche. A meno che un'azione non sia metodica e a lungo termine nei confronti di un determinato bersaglio con l'intenzione, ad esempio, di provocare la rovina economica e la chiusura di una società, essa può essere vista dalla maggior parte della gente solo come un insieme di atti di vandalismo sfrenato. E' lecito chiedersi se tali azioni abbiano valore per i diritti degli animali, anche se pubblicizzano la loro causa e stimolano la discussione.


Azione diretta individuale e di massa

Azioni dirette continuative necessitano di organizzazione e di impegno a lungo termine per essere efficaci. Tuttavia, non è necessario essere un grande gruppo o una massa di cittadini per avvalersi dell'azione diretta. Basta un attivista con un po' di supporto, come dimostrato da Henry Spira (cfr. Capitolo 6: Attivisti famosi). Ne è un esempio la vicenda Rambo. Nel 2000, il pilota di un aereo di linea all'aeroporto di Londra, decise di non decollare quando uno dei passeggeri rifiutò di sedersi. Il passeggero era un membro di un gruppo di attivisti che protestavano contro l'espulsione dei richiedenti asilo politico in Gran Bretagna. Il pilota decise di partire solo quando l'attivista e l'oggetto dell'azione, un deportato che aveva richiesto asilo politico, lasciarono insieme l'aereo. (2) Colui che richiedeva asilo politico era Rambo Salim, della Repubblica democratica del Congo (Zaire), attivista politico da 23 anni, che affermava che sarebbe stato ucciso se fosse tornato nel suo paese di origine. Secondo le ultime notizie, a Rambo è stato concesso asilo politico in Gran Bretagna.


La Fondazione Sea Shepherd

Sea Shepherd è un'organizzazione attivista con sede negli Stati Uniti, con una flotta di tre navi e una vasta gamma di imbarcazioni. Il nome della società deriva dalla sua prima nave, un peschereccio da traino acquistato in Gran Bretagna e rinominato Sea Shepherd (Pastore di Mare). La società si impegna in azioni dirette per salvare la fauna marina, in particolare balene, delfini, foche e tartarughe. La sua missione è quella di mettere in pratica e difendere le leggi marittime internazionali e gli accordi per la tutela delle specie e dell'ambiente marino.

Tra i vari trattati internazionali Sea Shepherd fa riferimento alla Carta Internazionale delle Nazioni Unite per la Protezione della Natura (1982). La Carta prevede che anche i singoli individui possano far rispettare le leggi internazionali di conservazione. In particolare, nella sezione 21 (c) ed (e):

Gli Stati e, nella misura in cui possono, le pubbliche autorit
à, le organizzazioni internazionali, gli individui, i gruppi e le società devono:
(c) Mettere in pratica le disposizioni legislative internazionali relative alla conservazione della natura e alla tutela dell'ambiente.
(e) Salvaguardare la conservazione della natura in zone al di fuori della giurisdizione nazionale.

E nella sezione 24:

Ogni persona ha il dovere di agire in conformit
à con le disposizioni della presente Carta, sia a livello individuale, che in associazione con altri o attraverso la partecipazione al processo politico; ogni persona dovrebbe adoperarsi per garantire che gli obiettivi e le prescrizioni della presente Carta siano soddisfatti.

L
'obiettivo per cui Sea Shepherd è più conosciuta è quello di contrastare la caccia alle balene. Il punto di vista di Sea Shepherd non è protestare contro la caccia alle balene in quanto tale, ma lottare contro quella illegale. Battendo bandiera nera, essa combatte la caccia illegale alle balene attaccando le navi degli avversari in alto mare e affondandole. La piccola flotta ha combattuto contro i cacciatori di balene in Spagna, Islanda, Norvegia, Giappone ed altre nazioni. Gli attivisti del mare filmano gli abbattimenti illegali di balene per mostrarli nelle televisioni di tutto il mondo affinchè l'opinione pubblica ne venga a conoscenza.

Difendere i mari e gli oceani del mondo ha i suoi rischi. Mentre documentavano la caccia illegale al largo della Siberia in acque territoriali sovietiche nel 1981, furono speronati da una nave da guerra sovietica. E nel 1994 furono attaccati, silurati e speronati da un cacciatorpediniere della marina norvegese.

Paul Watson, canadese e co-fondatore di Greenpeace, fond
ò Sea Shepherd nel 1977. Watson lasciò Greenpeace per essere più diretto e incisivo nelle sue azioni. Il suo metodo radicale di distruzione e speronamento delle navi dei balenieri illegali ci mostra che, ponendo sempre la massima attenzione, è possibile a volte utilizzare l'azione violenta senza mettere a repentaglio la vita umana. Watson ha sempre presente in mente la sicurezza del suo equipaggio e di quello delle baleniere che attacca. Sea Shepherd dichiara di non aver mai causato o ricevuto danni (alle persone).

Watson e i suoi colleghi hanno fortemente colpito i propri avversari e sono stati incarcerati e indagati per reati commessi in alto mare. Ma tutti i tentativi per bloccarli sono falliti. Sea Shepherd giustifica le proprie azioni affermando di agire legalmente e sostiene che le navi che vengono affondate violano il diritto internazionale sulla caccia alle balene in via di estinzione. Chi critica Sea Shepherd sostiene che l'organizzazione ostacola il legale sfruttamento delle risorse marine e ne definisce l
'equipaggio come formato da pirati ed eco-terroristi. Infatti, due delle navi di Sea Shepherd sono state cancellate dai registri dei trasporti, il che significa che possono essere attaccate e catturate in quanto considerate fuorilegge.

Il lato positivo
è che Sea Shepherd ha salvato la vita di molte balene e pubblicizzato la loro condizione in tutto il mondo. Sea Shepherd si definisce come "l'organizzazione più aggressiva ma anche quella che ha salvato più balene nel mondo" e nel 2000, il Time Magazine ha nominato Watson "Eroe dell'Ambiente" del 20° secolo.


La SHAC

La SHAC (Fermiamo la crudeltà sugli animali della Huntingdon - Stop Huntingdon Animal Cruelty) è la campagna tuttora in corso per far chiudere la Huntingdon Life Sciences, una società a nord di Londra, con un ramo importante nel New Jersey, che compie test sugli animali. Si dice che la Huntingdon sia il più grande laboratorio d'Europa per la sperimentazione sugli animali ed è noto che utilizza cani, gatti e primati, ma per lo più roditori. Sostanze come pesticidi, farmaci e prodotti chimici industriali e domestici sono testati sugli animali per valutarne la sicurezza per l'uso umano. La SHAC nacque nel 1999 ad opera degli attivisti inglesi Greg Avery e Heather James dopo che alcuni attivisti (che lavoravano segretamente per le "Persone per il Trattamento Etico degli animali" - People for the Ethical Treatment of Animals) girarono un video su come venivano maltrattati gli animali al laboratorio di Huntingdon. La SHAC e le sue attività contro la Huntingdon si sono diffuse in Europa e negli Stati Uniti.

La SHAC afferma di non approvare nessun tipo di violenza. Tuttavia, i metodi della SHAC includono intimidazioni, molestie e danni alla propriet
à. Gli obiettivi sono la stessa Huntingdon ma anche gli azionisti e i soci d'affari, compresi i fornitori, gli assicuratori e i banchieri. La SHAC colpisce anche i dipendenti e le famiglie dei dipendenti della Huntingdon, ed ha creato ha una vasta rete di obiettivi primari (Huntingdon), secondari (i soci d'affari) e terziari (le famiglie e coloro i quali investono finanziariamente sulla Huntingdon). La SHAC vuole dimostrare a tutti che qualsiasi tipo di coinvolgimento diretto o indiretto nell'abuso di animali è un pessimo investimento (Per maggiori informazioni sulle tattiche di SHAC Capitolo 5: La legge - Stati Uniti e Gran Bretagna, sotto Gran Bretagna).

A causa del timore di attacchi da parte dei sostenitori della SHAC, i risultati ottenuti finora sono stati che:

Decine di aziende hanno smesso di avere rapporti commerciali con la Huntingdon.
Assicuratori e istituti finanziari hanno smesso di trattare con la Huntingdon (il governo britannico è dovuto intervenire ordinando al Dipartimento del Commercio e dell'Industria e alla Banca d'Inghilterra di aiutare la società).
Migliaia di azionisti hanno venduto le loro azioni.
Il valore delle quote della Huntingdon è crollato.
La Huntingdon è stata portata sull'orlo del fallimento.
L'opinione pubblica è ora divisa sulla Huntingdon, vedendola o come un'azienda sotto pressione che dovrebbe essere aiutata o come una spregevole torturatrice di animali che deve essere chiusa.

Le azioni dirette illegali e violente hanno comunque comportato delle penalit
à per gli attivisti della SHAC. Sono state avviate azioni legali e, in Gran Bretagna, una piccola parte di attivisti è stata incarcerata. Sei sostenitori della SHAC sono stati arrestati negli Stati Uniti da parte del Federal Bureau of Investigation (FBI) e hanno subito condanne fino a sei anni di reclusione per violazioni contro la Huntingdon del New Jersey. Chi non condivide le azioni della SHAC sostiene che essa falsi la natura degli esperimenti sugli animali, giustifichi e promuova la violenza e il vandalismo, usi tattiche di terrore e cerchi di influenzare l'opinione pubblica con sciocchezze istetiche ed emotive.


La Battaglia di Brightlingsea

I due esempi di azione diretta cui abbiamo accennato, sono stati organizzati e pianificati. Quello che segue, invece, è un esempio di azione diretta spontanea messa in atto dei residenti di una piccola città, Brightlingsea.

Brightlingsea, sulla costa della gran Bretagna che d
à sul Mare del Nord, è difficile da trovare sulle mappe, con una popolazione inferiore a 50.000 abitanti. Nei primi anni '90 la collera degli attivisti per i diritti degli animali stava crescendo a causa dell'insensibilità dei politici alla richiesta di vietare l'esportazione di animali vivi (vedi sotto, Le origini ). Gli attivisti manifestavano nei punti in cui gli animali venivano esportati, come l'aeroporto di Coventry e i porti di Dover, King's Lynn, Plymouth e di altre città. La pazienza stava per finire e Brightlingsea divenne un punto cruciale della lotta.

~ Le origini ~

Il bestiame venduto vivo viene pagato di più. Per gli animali, ciò significa essere trasportati per lunghe distanze. Il mercato dell'esportazione degli animali vivi (esclusi i pesci) negli Stati Uniti raggiunge un valore di circa 700 milioni di dollari l'anno. Ma è l'Australia il più grande esportatore di animali vivi (circa 1,8 miliardi di dollari australiani l'anno), con il trasporto di circa 6.000.000 di ovini, 850.000 bovini, 100.000 capre l'anno, in gran parte destinati alla macellazione in altri paesi. I viaggi del bestiame australiano richiedono fino a tre mesi in mare in navi da carico appositamente adattate (in basso). Gli animali sono accatastati su diversi livelli, ogni nave stipata con decine di migliaia di animali diretti ai mercati del Messico, del Medio Oriente del sud-est asiatico e del Giappone.


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Gli animali che vengono portati all'estero perdono la protezione della legge del proprio paese, per essere sottoposti alle leggi non controllate dei paesi ai quali sono venduti. Gli animali, durante il tragitto, sono esposti ad agenti atmosferici e climatici estremi, spesso soffocano per il caldo, non possono sdraiarsi o cadono e sono calpestati. Soffrono la sete e la fame, e anche se viene loro fornito cibo o acqua non sempre riescono a raggiungerli. Le loro condizioni e il loro trattamento possono essere così terribili che molti di loro muoiono o sono gravemente feriti.


Circa tre milioni di animali vivi sono trasportati ogni anno in tutta Europa e affrontano percorsi che possono richiedere giorni. La Gran Bretagna esporta oltre mezzo milione tra agnelli, pecore e suini vivi l'anno. I tentativi di far vietare l'esportazione di animali vivi attraverso le vie legali fallirono dopo che un giudice stabilì che i porti non possono rifiutare di accettare animali vivi. Nel 1990 i porti e gli aeroporti della Gran Bretagna divennero i centri della lotta degli attivisti contro le esportazioni di animali.


A Brightlingsea i camion, alcuni anche a tre piani, carichi di ovini, dovevano passare attraverso le strette vie della città per raggiungere il porto. Alcuni residenti decisero di bloccare il passaggio dei camion. Lo scontro iniziò nel gennaio 1995 e nessuno avrebbe potuto prevedere che sarebbe durato nove mesi. Il fatto che gli abitanti di una città si attivino per i diritti degli animali è un evento molto singolare. Tra le persone c'erano normali lavoratori, casalinghe, bambini in età scolare e persone anziane che non erano mai stati prima ad una manifestazione.

Più camion cercavano di attraversare la città e più residenti c'erano a bloccarli. Gli abitanti erano scesi in strada credendo ingenuamente che la polizia avrebbe costretto i camion a tornare indietro. Invece, i trasportatori erano stati avvertiti e più di un centinaio di poliziotti in tenuta anti-sommossa arrivarono a scortare i mezzi attraverso la città. La gente che protestava decise allora di fronteggiare i convogli tutti i giorni ma la polizia riusciva sempre ad aprire con la forza una via verso il porto. In febbraio gli animali venivano trasportati al porto tutti i giorni. La situazione si stava riscaldando e, a volte, scesero in strada fino a 2000 persone per infastidire e minacciare i trasportatori.

I manifestanti e la polizia cercarono di evitare lo scontro ma la tensione era molto forte poichè la polizia riusciva sempre a scortare i convogli fino al porto qualsiasi tentativo si facesse per ostacolarli. Una notte alcuni manifestanti riuscirono a portare un autobus da 60 posti fino ai cancelli del porto a cui, dopo aver rimosso le ruote, si ammanettarono.

Finalmente la polizia permise ai manifestanti di accompagnare i camion fino ai cancelli del porto. La testa del corteo che precedeva i convogli marciava lentamente per fare in modo che gli esportatori perdessero l'alta marea di cui il traghetto aveva bisogno per partire. Un gruppo di sabotatori su un gommone, cercò di ostacolare il percorso del traghetto, ma fu fermato da due lance della polizia.

Alcuni espressero il loro timore per la sicurezza poichè i manifestanti cercavano di bloccare il passaggio dei camion nelle strette vie di Brightlingsea. I manifestanti si stendevano davanti ai camion e organizzavano sit-in. La polizia bloccava chiunque compiesse queste azioni e minacciava arresti. Ci furono feriti negli scontri che furono curati dai medici della Croce Rossa sempre presente. La polizia arrestò molte persone, anche passanti, che furono portate alla stazione di polizia più vicina, fuori dalla quale ci furono altre proteste degli attivisti.

Durante la protesta di Brightlingsea gli attivisti stavano conducendo altre azioni in altri porti e aeroporti della Gran Bretagna. Durante un'azione per bloccare il trasporto di vitelli all'aeroporto di Coventry un'attivista locale, Jill Phipps (1964 - 1995), fu schiacciata da un camion (cfr. Capitolo 6: Jill Phipps). Il giorno successivo i manifestanti di Brightlingsea tennero in suo onore una veglia a lume di candela.

L'ultimo convoglio lasciò Brightlingsea verso la fine di ottobre. In nove mesi 250.000 animali passarono attraverso la città per essere esportati e 52 ovini morirono al porto. La Croce Rossa curò più di 100 vittime tra i contestatori. La polizia arrestò quasi 600 persone e quasi un migliaio di persone vennero denunciate. I manifestati di Brightlingsea non riuscirono a fermare uno solo dei 150 e più convogli. Ma i costi per esportare animali a fronte di attività di protesta risultarono troppo alti e quindi l'esportazione terminò. I manifestanti avevano vinto. Anche le esportazioni di vitelli dall'aeroporto di Coventry, dove morì Jill Phipps, finirono presto poichè l'azienda che trasportava gli animali fallì.


Azioni dirette a confronto

Gli esempi di Sea Shepherd, della SHAC e della battaglia di Brightlingsea dimostrano che un'efficace azione diretta può essere organizzata (Sea Shepherd e SHAC) o spontanea (Brightlingsea), con richiami legislativi (Sea Shepherd) e con azioni per la maggior parte legali (Brightlingsea), oppure forzando le leggi e trasgredendole (SHAC e Brightlingsea). E tutti e tre questi esempi di azione diretta hanno un obiettivo comune: la potenziale rovina finanziaria delle aziende oggetto di protesta. Il loro messaggio per le imprese può essere che potrebbero fallire se i loro comportamenti disturbano un numero sufficiente di persone che decidono di agire contro di loro in modo concertato. I cittadini, non solo le aziende, hanno potere.


Azione diretta o Disobbedienza civile

Dov'è il confine tra azione diretta e disobbedienza civile? La disobbedienza civile tende ad essere pacifica e a rispettare la legge, anche se non necessariamente. L'azione diretta tende a creare disordini e a volte anche azioni violente e illegali. Alcuni organismi preposti all'applicazione della legge, in particolare l'FBI, sono arrivati a considerare come terrorismo le azioni dirette che provocano danni alle cose ma, al contrario, alcuni fautori dell'azione diretta sostengono che il concetto di violenza può essere applicato solo agli esseri viventi; i danni alla proprietà sono atti di sabotaggio, non di terrorismo, perchè non si può spaventare o terrorizzare una proprietà.

I metodi della disobbedienza civile, dell'azione diretta e del terrorismo tendono, quindi, a confondersi tra loro. Quando l'azione diretta
è pacifica tende verso la disobbedienza civile, quando è violenta verso il terrorismo. I critici dell'azione diretta, come l'FBI, tendono a creare allarme in quest'ultimo caso. Curiosamente, l'FBI non crea problemi a Sea Shepherd, ma persegue la SHAC. Forse perchè gli attivisti di Sea Shepherd sfruttano abilmente la legge a favore della loro causa. La SHAC può sostenersi solo su giustificazioni morali e, in aggiunta, va contro interessi economici americani consolidati.

Per una discussione critica sulla violenza vedi Capitolo 5 sotto Violenza o nonviolenza.


Efficacia dell'azione diretta

Alcuni oppositori dell'azione diretta sostengono che essa sia inefficace o, nel migliore dei casi solo un fastidio, soprattutto se è illegale o violenta. Tuttavia, l'azione diretta chiaramente può funzionare e, a volte, anche bene. Nessun dirigente aziendale degno di tale nome vorrebbe che la propria azienda diventasse un bersaglio. Solo l'idea di essere presi di mira è sufficiente alle aziende più ragionevoli e sensibili per adottare le misure necessarie per prevenire il ricorso all'azione diretta.

Che tipo di azione diretta potrebbe far venire i brividi lungo la spina dorsale ai dirigenti di una societ
à? La contaminazione dei prodotti è un tipo di attacco utilizzato occasionalmente dagli attivisti per i diritti degli animali, ma a volte anche da qualche strano personaggio che ha intenzione di ricavare un po' di denaro con il ricatto. In occasione di uno di questi atti di contaminazione i negozianti di tutto il Nuovo Galles del Sud ritirarono dal mercato decine di migliaia di barrette di cioccolato Mars e Snickers, dopo una "minaccia di estorsione" nei confronti dell'azienda che li produceva e dopo la dichiarazione che sette barrette erano state deliberatamente contaminate con un veleno. (3) Non fu fatta alcuna rivendicazione nè da parte degli animalisti, nè degli ambientalisti o di semplici criminali in cerca di un riscatto. In un altro caso di contaminazione i rivenditori di tutta la Gran Bretagna ritirarono la crema Savlon da loro negozi dopo che gli attivisti per i diritti degli animali dichiararono di aver avvelenato il prodotto. (4) Si pensava che il produttore svizzero di questo prodotto, la Novartis, fosse cliente della Huntingdon Life Sciences.

Chi effettua contaminazioni altera pochi pezzi di un prodotto, come cibo, bevande o lozioni, con qualcosa di pericoloso come veleno o vetri rotti, quindi informa il fabbricante o i giornali di ci
ò che è stato fatto. Questo non lascia altra scelta al fabbricante o al venditore che ritirare dalla vendita il prodotto, non sapendo quale partita specifica è stata intaccata. Alcuni attivisti utilizzano il sale come contaminante perchè, a parità di risultati, non rischia di danneggiare nessuno. Ma anche solo una falsa contaminazione, accreditata dall'invio di campioni alla stampa, è sufficiente perchè un prodotto sia ritirato.

Come possono le aziende far fronte a questo tipo di attacco? Tenendo in considerazione la sensibilit
à della gente e adottando misure preventive per ridurre il rischio di essere colpite, esse possono neutralizzare il problema prima che si presenti. Potrebbero, per esempio, predisporre un codice etico di condotta, renderlo pubblico e rispettarlo. Le quattro aree che hanno a che fare col rispetto della natura e degli animali sono:

Ingredienti di origine animale e test su animali
Un
'azienda dovrebbe indicare che il suo prodotto non contiene parti, sostanze o derivati animali e che - nel suo complesso e in parte - non è stato testato su animali.

Acquisti etici
Un
'azienda dovrebbe indicare chiaramente e dimostrare di essersi rifornita da aziende con una buona reputazione, nel senso che sia provato il loro corretto trattamento degli animali, della natura e dei lavoratori.

Politica Ambientale
Un
'azienda dovrebbe indicare e dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare e ridurre i danni alla natura, in riferimento al proprio sviluppo sul territorio e all'uso di materie prime, alla produzione e allo smaltimento di rifiuti.

Investimenti etici
Un
'azienda dovrebbe indicare e dimostrare che i propri investimenti sono rispettosi nei confronti degli animali e della natura e che non investe in società che abbiano partner poco affidabili.
Questo libro, Come fare attivismo per i diritti degli animali, non è solo utile per gli attivisti - anche i dirigenti d'azienda dovrebbero leggerlo!


Riferimenti

(1) Garner, Robert. Animals, Politics And Morality. Polity Press. 1993:239.  arrow_up
(2) Guardian, 26 Luglio 2000.  arrow_up
(3) Australian Broadcasting Corporation, 2 Luglio 2005.  arrow_up
(4) Daily Mail, 30 Agosto 2007.  arrow_up